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Coppa Milano-Sanremo 2026: a bordo e dietro le quinte

Vivi con noi l’emozione della corsa più antica d’Italia con una doppia prospettiva d’eccezione: la stessa gara raccontata dall’equipaggio a bordo e dai meccanici che seguono la vettura lungo tutto il percorso.

Coppa Milano-Sanremo: competizione, convivialità e passione

Tra il 26 e il 29 marzo scorsi il team di Milano Classiche ha preso parte alla Coppa Milano-Sanremo, giunta quest’anno al grande traguardo del 120° anniversario. La speciale ricorrenza è stata celebrata con un ritorno al percorso originario di gara, un itinerario diretto tra Milano e Sanremo che ha portato i concorrenti ad attraversare paesaggi di rara bellezza e a far tappa in location di assoluto prestigio, in un evento poliedrico cui sportività, piacere e spirito di condivisione convivono in completa sinergia.

Il team di Milano Classiche e i meccanici di Valvole in Testa ci raccontano questa esperienza in esclusiva per svelarci i segreti della competizione più antica del Bel Paese, tanto a bordo quanto dietro le quinte.

La Milano-Sanremo dell’equipaggio: l’emozione oltre il cronometro

Lorenzo Carraro e Paolo Milini, cofondatori di Milano Classiche, sono due habitué della Coppa Milano-Sanremo e per l’edizione dell’anniversario hanno scelto di gareggiare a bordo della Austin Healey del 1958 proveniente dalla collezione permanente di auto d’epoca di Spazio The Box. Oggi possiamo scoprire insieme a Lorenzo cosa significa per l’equipaggio vivere questa competizione.

Lorenzo, cosa puoi raccontarci di questa edizione? L’occasione del 120° anniversario l’ha segnata in qualche modo particolare?

La Coppa Milano-Sanremo è sempre un grande evento ma l’edizione dell’anniversario è stata sicuramente organizzata con una cura speciale, non solo negli aspetti tecnici ma anche e soprattutto per ciò che concerne gli eventi attorno alla gara. Ad esempio per la giornata iniziale che, come da tradizione, si è svolta a Monza, sono state organizzate più attività e prove in pista rispetto al solito e il risultato è stato davvero appassionante. Ma il pilastro portante dell’evento sono stati sicuramente i luoghi dove si fa condivisione, che sono stati selezionati meravigliosamente. Penso al Castello di Piovera del venerdì a pranzo e all’incantevole Palazzo di Gio Battista Spinola del venerdì sera a Genova, un vero gioiello architettonico patrimonio dell’Unesco. Quindi sì, indubbiamente l’edizione dell’anniversario è stata la più bella degli ultimi anni, sotto molti punti di vista.

Cosa comporta a livello emotivo competere in una cornice così prestigiosa?

Partiamo dal presupposto che lo spirito della Milano-Sanremo è abbastanza unico. Chi partecipa non lo fa per dimostrare di essere il più forte in gara, lo fa soprattutto per vivere una esperienza sportiva e di piacere. Certo, i 10 equipaggi migliori si sfidano per vincere, ma tutti gli altri appassionati sono lì per vivere a pieno anche il dopo gara, la convivialità che nasce dal poter prendere parte a cene raffinate in compagnia degli altri concorrenti in luoghi incantevoli. Si è lì con un occhio al cronometro ma anche con il desiderio di portare a casa il ricordo di esperienze speciali.

In questa sinergia di sport e piacere sta la grande unicità della Milano-Sanremo: non è solo una gara, è un viaggio vero e proprio.

A livello di percorso cosa ti è rimasto più impresso quest’anno?

Sinceramente, il percorso è stato il più bello degli ultimi anni. Al di là del bel tempo che ha benedetto le tappe, tornare al circuito originario ha significato attraversare delle località nell’entroterra ligure semplicemente incredibili. Ricordo che ad un certo punto potevo vedere l’arco alpino innevato da una parte e il mare dall’altra, uno spettacolo unico che non avevo mai visto in vita mia. Questo contrasto tra monti e mare, sole e neve, non so, ha aggiunto una qualità superiore a tutta l’esperienza.

Cosa puoi dirci invece della vostra auto?

Quest’anno come Milano Classiche abbiamo gareggiato con una Austin Healey del 1958 della collezione di Spazio The Box. E la macchina si è comportata divinamente. I nostri meccanici hanno dovuto fare soprattutto controlli ma nessun intervento radicale. Questo perché la preparazione meccanica nelle settimane precedenti la gara è stata fatta alla perfezione. La regola è che più si lavora in officina, meno si deve intervenire in corsa. E quest’anno il team di Valvole in Testa ha lavorato davvero bene. 

Siete soddisfatti del risultato finale?

Quest’anno siamo finiti nella categoria dei più forti per un semplice fattore di anzianità dell’auto e abbiamo ottenuto un buon piazzamento. Ovviamente conta il fatto che per noi di Milano Classiche partecipare è una questione ludica più che agonistica. Ci sono team professionisti che fanno prove settimanali, si allenano regolarmente, studiano. Noi invece cambiamo spesso auto e non abbiamo neppure sempre lo stesso equipaggio perché partecipiamo per il puro piacere di vivere l’esperienza e godere dei rapporti umani che si instaurano durante la gara.

Qual è stato il momento più emozionante di questa edizione?

A parte il Galà finale al Casinò di Sanremo – che non ha bisogno di presentazioni – quest’anno la serata di Genova è stata sicuramente la più intensa. Siamo arrivati in centro scortati dalla polizia in un contesto molto emozionante e abbiamo cenato in uno dei Palazzi dei Rolli, precisamente al Circolo Artistico Tunnel, un club privato nato nel 1857 e ospitato a Palazzo Spinola, attualmente di proprietà della famiglia Doria. Davvero una serata particolare in una cornice bellissima, direi indimenticabile.

Grazie Lorenzo per aver condiviso con noi il tuo punto di vista esclusivo sulla Milano-Sanremo, una corsa che ora sappiamo essere un mondo itinerante di bellezza: tanto dei luoghi quanto delle vetture, dei panorami e delle persone che la animano.

La Milano-Sanremo dietro le quinte: pronti a tutto

Andrea Gennari e Ruben Lucini sono i due meccanici dell’officina Valvole in Testa che seguono Lorenzo Carraro e Paolo Milini durante tutta la competizione, dalla messa a punto della vettura fino al traguardo finale. Per loro la Coppa Milano-Sanremo è un percorso che dura ben più di 3 giorni e che riserva sempre moltissime sorprese. Scopriamole insieme.

Andrea, Ruben, per voi meccanici cosa significa partecipare ad una competizione storica come la Coppa Milano-Sanremo?

Per noi tecnici la Milano-Sanremo inizia molto prima della partenza sul circuito. In una competizione di auto d’epoca è fondamentale lavorare bene sulla vettura in modo da prepararla al meglio e renderla il più efficiente possibile. Si interviene sulle componenti più sensibili, si vanno a cambiare i liquidi, le cinghie, si curano con particolare attenzione i freni – che sono molto sollecitati in gare come questa – e si cerca di ottimizzare l’auto per evitare che si surriscaldi lungo il tragitto.

Queste auto d’epoca si trovano ad affrontare un percorso che parte dal piano per poi salire in altezza affrontando tornanti e frenate, tutte cose che per un motore con parecchi anni sulle spalle costituiscono un forte stress. La preparazione pre-gara è fondamentale.

Che tipo di interventi fate per evitare il surriscaldamento?

Premesso che bisogna studiare bene ogni vettura e che c’è un regolamento preciso da rispettare, ad esempio possiamo montare una elettroventola che il pilota è in grado di attivare autonomamente quando la macchina si surriscalda in modo da favorire il raffreddamento e aumentare la sicurezza.

Per la gara vera e propria, invece, come organizzate il lavoro?

Pianificare in anticipo il lavoro è impossibile. In gara può succedere di tutto, quindi il segreto è avere i ricambi a portata di mano. Noi abbiamo allestito un minivan con tutto ciò che può servire per interventi in corsa: sezioni di tubo, fili, olio, liquidi e anche una tanica di benzina, perché se l’auto consuma più del previsto e c’è necessità di fare un rabbocco al volo dobbiamo poter essere completamente autonomi, anche in mezzo al nulla. Ovviamente, se si rompe il motore non c’è organizzazione che tenga, ma per il resto siamo sostanzialmente pronti a tutto.

Quindi correte anche voi insieme alla vettura?

Non esattamente. La Coppa Milano-Sanremo non è come una competizione di Formula 1. Le vetture d’epoca corrono distanziate le une dalle altre e devono tenere tempi precisi nelle varie tratte. Questo ci permette di seguire il nostro equipaggio da vicino senza dare fastidio. Anzi, a dirla tutta guidare è piuttosto faticoso anche per noi.

Il vostro lavoro finisce al termine della tappa?

No, anzi. A fine giornata ispezioniamo di nuovo tutta la vettura: controlliamo i livelli, i freni, verifichiamo che sia tutto in ordine o interveniamo dove serve. Facciamo un giro di prova e puliamo anche i vetri. La sera si lavora per ottimizzare l’auto per il giorno successivo. E se serve si aiuta anche chi ha bisogno.

Capita spesso di dover aiutare qualche altro concorrente?

Sì, spessissimo. Quest’anno, per esempio, un equipaggio ha avuto problemi con la batteria a Genova. Noi per fortuna ne avevamo una di scorta, l’abbiamo modificata per l’altra vettura e siamo andati a comprare un caricabatterie in modo da caricarla di notte e riuscire a far ripartire l’equipaggio il giorno dopo.

Se qualcuno volesse il supporto di Valvole in Testa voi potreste seguire anche altre auto?

In generale sì, ovviamente se dobbiamo seguire un equipaggio per tutta la gara è essenziale poter lavorare in anticipo sulla vettura e organizzare la ricambistica, come già detto. 

Se invece capita l’imprevisto, allora ci si arrangia con quel che c’è. E ad essere onesti è anche la parte più divertente dell’evento, trovarsi a risolvere sempre problemi nuovi e ingegnarsi per ideare soluzioni fantasiose è adrenalinico e piacevole insieme. Hai questo senso di sfida ma anche la soddisfazione di farcela con le tue forze.

Vi è mai capitato di dover chiedere aiuto invece?

Più che chiedere aiuto ci è capitato di rimanere a piedi con il furgone proprio quando dovevamo recuperare l’equipaggio a fine prova! Ci si è squarciata la gomma in mezzo al nulla, ruota di scorta neanche a parlarne, alla fine ci siamo inventati un rattoppo con un pezzo di corda e della pasta. E ci siamo arrivati a casa!

Abbiamo ancora la corda per ricordo in officina, è stata una bella avventura.

Al di là della sfida tecnica, cosa vi piace di più della Milano-Sanremo?

Be’ sicuramente il paesaggio, non solo perché è stupendo ma anche perché ripercorrendo l’itinerario ci tornano in mente tanti episodi vissuti nelle edizioni precedenti. E poi c’è uno spirito di gruppo speciale, anche tra squadre diverse. Noi meccanici non gareggiamo, ma siamo sicuramente parte della competizione. Insomma, c’è un affiatamento molto intenso e particolare.

Al di là del cronometro, dei piazzamenti e delle sfide tecniche, dunque, il vero valore aggiunto della Coppa Milano-Sanremo sembra essere il fattore umano, quella speciale grana emozionale che unisce meccanici, piloti e navigatori in 3 giorni di grandi emozioni. L’itinerario della gara accompagna i suoi protagonisti in luoghi nei quali la bellezza è palpabile e il piacere della convivialità supera la competizione tra team. 

Coppa Milano-Sanremo: la grande esperienza sportiva in cui la passione arriva sempre al primo posto.

Pubblicato il:
01 Maggio, 2026
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