Spazio the box e pablo atchugarry: l’arte abbraccia l’arte
Pablo Atchugarry racconta a Spazio The Box la storia della Fondazione Atchugarry e la filosofia dietro il progetto che lo ha portato a diventare il mecenate dell’arte contemporanea in Uruguay.
L’arte delle passioni
Un sottile fil rouge unisce lo spirito di Spazio The Box e l’opera di Pablo Atchugarry, autore della grande scultura in marmo rosa che accoglie gli ospiti del Ristorante Olio: l’idea che tutte le forme di arte e di passione vivano in un dialogo costante tra loro e con il mondo.

Se da una parte Spazio The Box nasce come “contenitore di passioni” e diviene nel tempo un connubio di spazi aperti e chiusi, di uomo e natura, di cura estetica e maestria realizzativa in contatto perenne tra loro, dall’altra la Fondazione Atchugarry nasce come stratificazione di esperienze artistiche diverse dando vita a quello che lo stesso fondatore definisce un “contenitore di sogni” perfettamente integrato nella natura uruguayana.
Pablo Atchugarry, Il sogno dell’arte
Pablo Atchugarry, scultore uruguayano famoso per le monumentali opere in marmo, alabastro e legno, crede fermamente che tutte le arti si debbano tenere per mano, abbracciandosi le une con le altre e avvolgendo lo spettatore in un abbraccio corale.
Questa visione trova la sua massima espressione nella Fondazione Pablo Atchugarry con sede a Maldonado in Uruguay. Avviato nel 2007, il progetto si è evoluto da semplice spazio di studio personale a grande contenitore multidisciplinare aperto ad ogni forma artistica.

Pablo puoi raccontarci come è nato il progetto della fondazione? Avevi fin dall’inizio l’idea di far nascere uno spazio aperto a molte arti diverse?
Non direi, anzi la fondazione ha assunto la sua forma definitiva in modo graduale. All’inizio, dopo tanti anni passati lontano dall’Uruguay, sentivo soprattutto il bisogno di tornare alle radici, alla mia terra e per farlo avevo bisogno di uno studio dove poter realizzare le mie opere. Il nucleo iniziale della fondazione è stato soprattutto questo. Solo successivamente, parlando con alcuni colleghi artisti, è nata l’idea di ampliarlo per poter esporre le opere di altri autori.
Da lì in poi la fondazione si è evoluta quasi in modo naturale, prima il parco internazionale di scultura, poi un anfiteatro per spettacoli all’aperto, successivamente eventi musicali, varie esibizioni del balletto nazionale dell’Uruguay e ora anche un festival del cinema.
Sostanzialmente il viaggio della Fondazione Atchugarry per me è stato un ritorno a casa non solo fisico ma anche culturale, un percorso che mi ha portato a riunire in un unico luogo tante forme artistiche diverse che risuonano le une nelle altre.

Penso non si possa parlare della Fondazione Atchugarry senza parlare del rapporto tra arte e natura e, di conseguenza, tra umano e naturale. Può raccontarci qualcosa al riguardo?
Uno degli obiettivi primari della fondazione è proprio quello di integrare natura ed espressione artistica. I luoghi della fondazione consentono allo spettatore di ammirare sculture che “germogliano” dal terreno mentre il cinguettare degli uccelli fa da sfondo e colonna sonora. L’arte – non solo la mia, l’arte in ogni sua forma – abbraccia la vita e vive nella natura e proprio in essa si manifesta unendo le voci degli artisti passati a quelle del presente. Il parco delle sculture monumentali copre 30 ettari e consente a tutti di passeggiare nell’arte. Per me la vita è arte e l’arte è vita, e penso che la mia fondazione sia anche espressione di questo mio pensiero.
Qual è stato il progetto più importante della Fondazione?
Senza dubbio la costruzione del MACA, il Museo di Arte Contemporanea Atchugarry, che è per me una sorta di contenitore di sogni. Dico sogni perché uno spazio nel quale possano albergare le opere degli altri artisti non è altro che un luogo nel quale i sogni di questi autori – divenuti materia – possono continuare a dialogare con i posteri.
Desideravo infatti che la fondazione divenisse anche luogo di accoglienza nel quale il lascito artistico dei miei colleghi potesse trovare collocazione e protezione, perché nessuno avesse mai a domandarsi “che ne sarà della mia arte dopo di me?”
Il MACA nasce quindi come dono che lascio in eredità all’umanità, perché tutti possano continuare a sognare i sogni dei miei colleghi artisti.

Architettonicamente parlando, il MACA è anch’esso espressione della tua arte?
Possiamo dire che il Maca è soprattutto la resa in materia delle mie idee e dei miei sogni e tutto questo è stato possibile grazie alle incredibili capacità di Carlos Sott, che è uno straordinario architetto ma anche un grande amico.
Quando gli ho affidato l’incarico, Carlos sapeva quanto fosse importante per me questo progetto ed ha raccolto la sfida con grande professionalità, inventiva e creatività. La mia sfida è divenuta la sua sfida.
Eravamo in pandemia e ricordo che una volta a settimana Carlos veniva a casa mia con decine di disegni di ogni particolare per discuterne e migliorare continuamente l’opera. Condividere con lui tutte le mie idee è stato fonte di grande gioia per me.
E il risultato è davvero il mio contenitore dei sogni.
Devo a Carlos Sott un profondo ringraziamento e penso sinceramente che l’umanità tutta debba ringraziarlo per quest’opera meravigliosa.

Qual è stato il motivo che ti ha portato a scegliere Manantiales in Uruguay come sede del MACA?
Il Maca doveva nascere in Uruguay perché è un po’ la terra che per me rappresenta il ritorno al paese natale e poi perché è vicino al mare che per me è fonte di grande energia. Il mare è movimento, profumo, colore, sensazione della sabbia portata dal vento, libertà. Non vedevo posto migliore per far nascere il mio contenitore dei sogni.
Un contenitore di sogni dentro un parco che è a sua volta un contenitore artistico multidisciplinare, il lascito di Pablo Atchugarry è un regalo per tutti coloro che vogliono o vorranno fare esperienza dell’arte, senza mai dimenticare che tutte le arti dialogano tra loro e abbracciano ogni forma espressiva.
Spazio The Box è orgogliosa di ospitare nella sua location l’opera del maestro Atchugarry e di aver saputo creare un altro contenitore di passioni e di esperienze che coesistono arricchendosi le une con le altre.
-
Non intaseremo la tua casella di posta.
Riceverai massimo una mail mensile da parte nostra. -
Condivideremo gli eventi esclusivi presso The Box, le news e le promozioni.
-
La tua privacy e i tuoi dati sono importanti per noi. Non saranno ceduti per alcun motivo a terzi.
Iscrivendoti alla nostra newsletter presti il tuo consenso per l’invio di email con materiale informativo, news, promozioni ed eventi inerenti a The Box.
Potrai annullare l’iscrizione in qualsiasi momento.
Leggi la nostra privacy policy

